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 Economia dell' India

 

 

L'India è una nazione con un’ economia di tipo misto (pubblico/privato), in cui il governo, sia a livello federale, sia nei singoli Stati, svolge un ruolo importante di regolazione e pianificazione, oltre a essere titolare di numerose imprese pubbliche.

Negli anni successivi all’indipendenza lo Stato ha adottato un sistema economico di stampo socialista con controlli serrati sull’impresa privata, sul commercio e sugli investimenti esteri.

Nel 1951 fu varato il primo piano economico quinquennale,  negli anni successivi vennero erette barriere doganali per proteggere le industrie nazionali e furono avviati programmi di riforma agraria.

Per lunghi anni l’ India ha lottato per tenere sotto controllo inflazione e debito pubblico, e per tenere lontano lo spettro della carestia e della povertà.

Nel 1991 è stato introdotto un nuovo regime economico, riducendo le tariffe doganali e promuovendo gli investimenti stranieri.

Oggi l’ India è uno stato in forte crescita economica con una notevole produzione di beni e di servizi, ma nonostante il forte sviluppo, si devono ancora affrontare grandi problemi economici e sociali che affliggono lo stato, come  la povertà, che anche se diminuita, affligge ancora un gran numero di persone. Esistono ancora gravi disparità fra regioni ricche e aree rurali disagiate.

 

Industria e Servizi

 

La politica economica “aperta” ha favorito l’insediamento di grandi aziende multinazionali alla ricerca di manodopera a basso costo. Molti indiani parlano correttamente inglese e conseguono alti livelli di istruzione. Questi elevati standard educativi hanno favorito lo sviluppo di imprese, che si occupano dello sviluppo di software e della progettazione industriale. Oggi l’India  riveste, a livello mondiale, un importante ruolo proprio nel comparto dell’ information technology.

E’ in forte crescita anche la richiesta da parte di aziende multinazionali di dislocare in India i propri “centri servizi” e “call center” aziendali.

Ultimo ma non meno importante è l’artigianato indiano, che nelle aree rurali resta ancora  un’importante fonte di occupazione e guadagno. Tappeti annodati a mano, tessuti lavorati a mano, oggetti in cuoio o in metallo lavorati, sono solo alcuni dei prodotti creati in India ed esportati in tutto il mondo.

 

Agricoltura

 

La maggior parte dei poderi ha estensioni molto limitate e più di un terzo degli appezzamenti è addirittura al di sotto del livello di sussistenza di una famiglia di contadini. La coltura più estesa è il riso, che costituisce l'alimento principale di gran parte dell'alimentazione, a cui seguono, il frumento, la canna, il thè, il cotone e la juta.

La richiesta di fertilizzanti e di semi ad alto rendimento è significativamente aumentata soprattutto in seguito alla molto reclamizzata “rivoluzione verde” negli anni 60 e degli anni 70, di cui hanno beneficiato soprattutto i ricchi coltivatori di frumento degli Stati dell’Uttar Pradesh e del Punjab

Circa il 23% del territorio complessivo indiano è ricoperte da foreste, il cui sfruttamento ai fini commerciali non è tuttavia molto sviluppato e interessa perlopiù le due regioni montuose settentrionali, l’ Assan e le regioni confinanti con l'Himalaya. Le foreste forniscono legna e carbone combustibili oltre che i preziosi frutti, noci,  fibre, oli, gomme e resine.

L'allevamento del bestiame è di particolare bovini, bufali, cavalli e muli, costituisce un aspetto centrale dell'economia agricola. All'inizio degli anni 90 erano presenti circa 193 milioni di capi, un primato mondiale, anche se a causa delle carenze alimentari e idriche, il bestiame indiano è di bassa qualità. I bufali, i cavalli e i muli sono perlopiù impiegati nei lavori agricoli.

 

Pesca

 

Sebbene il suo sfruttamento commerciale rimanga in gran parte limitato, la pesca rappresenta un'attività vitale per molte regioni, come ad esempio, il delta del Gange e l’ area costiera sudoccidentale. Recentemente il governo ha tentato di promuovere la pesca d'alto mare costruendo impianti di lavorazione e assumendosi l'onere dell'assicurazione dei pescherecci. Quasi la metà del pescato nazionale proviene dagli Stati del Kerala, del Tamil Nadu e del Maharashtra.

 

Risorse energetiche e minerarie

 

L'India è tra i principali produttori mondiali di minerali, ferro,  carbone e bauxite. Rivelante è anche l'estrazione del manganese, rame, petrolio, zinco, oro e argento. Questa ricchezza mineraria ha costituito, dopo l'ottenimento dell'indipendenza avvenuta negli anni cinquanta, un importante fattore di sviluppo economico, consentendo l'avvio di un diversificato settore industriale.

 

 

   
     
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